La mia poetessa preferita

 


E.Dickinson

 «Lasciarsi è tutto quanto sappiamo del paradiso, e quanto ci basta dell'inferno.»
 

«Che l'amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore.»
 

«L'anima è la più angosciante spia che un nemico possa mandare.»

Solitudine

Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se stessa:
infinità finita

 

EMILY DICKINSON -I-

...che sia l'amore tutto ciò che esiste

e ciò che noi sappiamo dell'amore
e può bastare che il suo peso sia
uguale al solco che lascia nel cuore

Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi

 non avrò vissuto invano-

 Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena-

 o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido

 non avrò vissuto invano.

Il sempre è fatto d'attimi-

Non e' affatto un tempo diverso-

Se non per l'infinito-

E la latitudine della casa.

Da questa- esperienza terrena-

Rimuovi le date- verso queste-

Lascia che i mesi si disperdano nei mesi

E gli anni inghiottano gli anni.

Senza più contrasti- o pause-

O giorni consacrati-

I nostri anni sarebbero infiniti come l'anno del Signore.

1864

Il successo appare come la piu' dolce cosa

A chi non l'ha mai avuto.

Per apprezzare un nettare

Bisogna essere assetati.

Non uno della purpurea folla

Che oggi ha conquistato la bandiera

Puo' dare una definizione

precisa della vittoria.

Come colui che vinto- nell'agonia della morte-

Sente col suo orecchio deluso

Le lontane note del trionfo,

che bruciano strazianti e chiare!

1859

Taglia i pomeriggi d'inverno
una certa obliquità di luce
che grava con la stessa pesantezza
delle note in una cattedrale.

Celestialmente ci ferisce,
cicatrici non se ne trovano,
solo un interiore disappunto
dove risiedono i significati, c'è.

Nessuno può insegnarlo - quasi -
è un sigillo disperato,
una imperiale afflizione
che ci elargisce l'aria.

Quando viene il paesaggio sta in ascolto,
le ombre trattengono il respiro,
quando va via è come la lontananza
sul sembiante della morte.

Per provarti che sempre ho amato

Ti porto una semplice prova:

che per quanto abbia amato

non ho vissuto abbastanza 

che sempre amero'

te lo assicuro-

l'amore e' vita -

e la vita e' immortale- 

dubiti ancora- amore?-

se e' cosi'

non ho altro da mostrarti

che il mio calvario-

1863

 

Forse sarei piu' sola

Senza la mia solitudine-

Sono cosi' abituata al mio destino-

Forse l'altra- la pace- 

Potrebbe interrompere il buio

E popolare la mia stanza-

Troppo stretta- temo-

Per contenere il suo sacramento- 

Non e' cosa solita per me lo sperare-

Come un'intrusa- la speranza-

Potrebbe profanare questo luogo di dolore-

Con la sua corte lusinghiera- 

Potrebbe essere piu' facile affondare-

In vista della terra-

Che raggiungere la mia penisola azzurra-

Per morire di piacere-

1862 

 

Se per sfuggire alla memoria

Fossimo provvisti di ali

Molti volerebbero

Abituati a cose ben più lente

Gli uccelli- impauriti-

Scruterebbero il gigantesco carro

Degli uomini che fuggono- disperati-

Dalla propria mente

1880

Notti selvagge- notti selvagge!

Fossi con te le notti selvagge sarebbero

La nostra lussuria!

 Inutili- i venti-

Per un cuore che e' gia' in porto-

Basta con la bussola-

Basta con la mappa!

 Remare nell'Eden-

Ah, il mare!

Potessi questa notte

Ancorarmi in te!

1861

Fammi un ritratto del sole-

Così che io possa appenderlo in camera mia-

E possa fingere di scaldarmi

Mentre gli altri lo chiamano " Giorno"!

Disegnami un pettirosso- su un ramo-

Così che io possa ascoltarlo - mentre dormo-

E quando cesserà il campo nei campi-

Anch'io deporrò la mia illusione.

Dimmi se e' vero che fa caldo a mezzogiorno

Se sono i ranuncoli- quelli che volano-

O le farfalle- quelle che fioriscono.

Poi, manda via il gelo dai prati

E scaccia la ruggine dagli alberi

Dammi l'illusione che- ruggine e gelo-

Non debbano più tornare!

1860

Il Passato

E' una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all'estasi
O alla disperazione.

Se qualcuno l'incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!

- Emily Dickinson

 

Non posso essere sola, 
mi viene a visitare 
una schiera di ospiti, 
non sono registrati, 
non usano la chiave, 
non han né vesti, né nomi, 
né climi, né almanacchi, 
ma dimore comuni, 
proprio come gli gnomi, 
messaggeri interiori 
ne annunciano l'arrivo, 
invece la partenza 
non è annunciata, infatti 

non sono mai partiti. 
Emily Dickinson 
 

Io so bene che dentro la mia stanza 
c'è un amico invisibile, 
non si rivela con qualche movimento 
né parla per darmi una conferma. 
Non c'è bisogno che io gli trovi posto: 
è una cortesia più conveniente 
l'ospitale intuizione 
della sua compagnia. 
La sola libertà che si concede 
è di essere presente. 
Né io né lui violiamo con un suono 
l'integrità di questa muta intesa. 
Non non potrei mai stancarmi di lui: 
sarebbe come se un atomo ad un tratto 
si annoiasse di stare sempre insieme 
agli innumerevoli elementi dello spazio. 
Ignoro se visti anche altri, 
se rimanga con loro oppure no. 
Ma il mio istinto lo sa riconoscere: 
il suo nome è Immortalità. 
Emily Dickinson 



Cantava il grillo,
il sole tramontò
e gli operai finirono, uno ad uno,
la fatica del giorno.
L'erba corta si intrise di rugiada
e il crepuscolo, come uno straniero
con il cappello in mano, cortese ed inesperto,
sostò indeciso se restare o andare.
Venne una vastità,
come un'amica,
una saggezza senza volto o nome,
una pace di sfere in armonia.
Così fu notte.

La canzone del grillo
Emily Dickinson
( 1830 - 1886 )

 

FAI CH'IO PER TE SIA L'ESTATE

Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato uccelli
Per te
amor mio
Fai ch'io sia per te l'estate
quando saran fuggiti i giorni estivi!
La tua musica quando il fanellotacerà e il pettirosso!

A fiorire per te saprò sfuggire dalla tomba
riseminando il mio splendore!
E tu coglimi, anemone,
tuo fiore per l'eterno!

Colui che il mio nome rinchiude
piange in questa prigione.

Ho un gran da fare
a costruirmi intorno questo muro
e mentre il muro sale verso il cielo
giorno per giorno
me ne sto nella sua ombra scura
e perdo di vista il mio vero essere.

Sono fiero di questo grande muro
e lo ricopro per bene di polvere e sabbia
per paura che rimanga anche
il più piccolo spiraglio.

Per questa mia solerzia
non vedo più
chi veramente sono.

 

Questa è gioia per me:
aspettare e stare a guardare
sul ciglio della strada
dove l'ombra insegue la luce
e la pioggia l'estate.

  

Messageri con notizie
da cieli sconosciuti
mi salutano e passano
veloci lungo la strada.
Lieto è il mio cuore
e dolce il respiro
della brezza che soffia.

Dall'alba al crepuscolo
sto seduto qui davanti alla porta
e so che all'improvviso
arriverà il momento felice
in cui potrò vederti.

Intanto sorrido
e canto da solo
mentre l'aria si riempie
del profumo della promessa.

 

Smettila con queste cantilene e questi rosari!
Chi adori nell'angolo più buio e solitario
di questo tempio con le porte sbarrate?
Apri gli occhi e guarda!

Il tuo Dio non è davanti a te.
Egli è là
dove il contadino ara la terra dura
e sulla strada dove fatica lo spaccapietre.
Egli è con loro
sotto il sole e sotto la pioggia
e le sue vesti sono coperte di polvere.
Levati quel mantello sacro
e scendi come lui sulla terra polverosa!

Liberazione?
Dove credi di poterla trovare?
Il nostro maestro con gioia si è caricato
di tutte le catene del mondo
e si è legato a noi per sempre.

Esci dalle tue meditazioni
e lascia fiori e incensi!
Che male c'è se le tue vesti
si fanno cenciose e sporche?
Vagli incontro e stagli vicino
nella fatica e nel sudore della fronte.

                                               

 

 

 

 

 

Nata il 10 dicembre 1830 ad Amherst (Massachusetts) Emily

lizabeth Dickinson, secondogenita di Edward Dickinson,

E stimato avvocato destinato a diventare deputato del

Congresso, e di Emily Norcross, donna dalla personalità

fragile, ricevette dalla famiglia un'educazione piuttosto libera

e completa per la sua epoca.

Poetessa statunitense dalla personalità complessa e introversa,

trascorse l’intera esistenza nella casa paterna

incapace di comunicare con il mondo esterno.
 





 

 




 

 

Home